Chi pagherà il prezzo

Anni '70

WILLY DARKO

Video, 7′, 2000

Anni ’70, opera video realizzata nella sua prima versione nell’anno 2000.
Presentata al pubblico per la prima volta nel dicembre 2003, al teatro Gobetti di Torino, nel contesto di un’opera multimediale “VIDEO PERFORMANCE COMEDY” che prende il nome da un’altra opera video del regista Willy Darko: Pachytelia.
Lavoro realizzato nel 1987, presentato al Film Festival di Torino, dove vince il premio del pubblico e della critica (Achille Valdata). Il video si racconta tra immagini di body painting e coreografie di danza contemporanea con l’attento scopo di prediligere la fotografia. Per questo motivo, sempre al Film Festival di Torino, viene segnalato per la miglior fotografia.
Come consuetudine nella sua ricerca, Darko attinge dalle opere realizzate durante il suo percorso di artista: “non un passato” ma, come egli stesso ama definire, “un lungo presente”.
Anni ’70, sia nell’opera video che nei lavori fotografici esposti, rispecchia in tutta la sua “intierezza” il lavoro, il pensiero e lo stile di vita dell’artista.
Il video, tramite le sue immagini, ci racconta quegli anni con spezzoni tratti dall’Archivio di Stato: tumulti “sessantottini”, primi raduni di massa, foto scattate direttamente sui palchi nei concerti all’aperto. Si entra nella contestazione politico sociale, e non solo tramite le immagini “contaminate” dalla commistione del pensiero freak di quegli anni che si “sentono” dalle forti emozioni scaturite dalla musica Rock che le accompagna. La poesia dei testi fa si che il tutto divenga “teatro” nella sua forte realtà. Spezzoni di testi tratti dai più significativi brani del periodo della psichedelia, trattati come un unico racconto e recitati da un attore professionista, diventano “icona”. La commistione continua e si fa “performance”. Immagini, suoni, colori si sommano e si annullano a vicenda per riformarsi e dare corpo a un unico lavoro. Un nuovo lavoro, che sarà base portante per il proseguo di un “lungo presente”.

Dichiarazione dell’autore Willy Darko

ROCK

È alto cinque piedi e due,
ed è alto sei piedi e quattro,
combatte con missili e con lance.
È il soldato universale, il vero colpevole,
i suoi ordini non vengono da molto lontano:
vengono da qui e da lì, da te e da me,
e fratelli, vedete, non è questo il modo di porre fine alla guerra.

Uccidi, uccidi, ti farà sentire meglio,
così ha detto il mio capitano e così dovrebbe essere.
Uccidi, ti darà calma mentale,
uccidi, ti procurerà un gran rilassamento.
Come vi sentite ad abbattere vostro figlio, ora,
e a lasciarlo morire nell’erba, al sole?
Cosa vedete quando vi guardate l’un l’altro?
Dimmi, vecchio, dimmi, dove correrai?

È sempre il vecchio a condurci alle guerre
e il giovane a morire.
Adesso guarda cosa abbiamo vinto,
con spada e fucile.
Dimmi, ne valeva la pena?

La propaganda, le menzogne
Non mi costringeranno a prendere le armi,
le armi orgoglio dei miei nemici,
e non combatterò secondo le loro regole,
il che oltretutto è follia.
La loro ignoranza li sta fottendo
E nessuno piangerà,
perché i loro figli stanno crescendo
e tranquillamente van stancandosi
di vivere con fanatici e le coppe d’argento
con cui li hanno nutriti, potrebbero tirarvele addosso.

E tu di tenera età,
non puoi sapere le paure
con cui sono cresciuti quelli prima di te
e così aiutali con la tua giovinezza.
Insegna bene ai tuoi genitori
Che l’inferno dei loro figli
Lentamente svanirà
E nutrili con i tuoi sogni,
la sola cosa da raccogliere,
la sola cosa da apprendere.