Giovane video arte croata 2000-2005

A cura di BRANKA BENCIC – Pula, Zagabria, Croazia

Proiezioni presso il Centre Culturel Français Turin, Torino

Video Dia Loghi 2005

Artisti:

TANJA DABO
“Welcome”, 8’50”, 2004

MATIJA DEBELIJUH
“Sensolibidinoso”, 5’10”, 2003

ALEN FLORICIC
“Untitled 05/00″, 3’30”, 2000

NICOLE HEWITT
“The Walz, a mock ball”, 10’20”, 2004

ANA HUŠMAN
“Merspajz”, 10’20”, 2003

GORAN ŠKOFIC
“Pilot.01″, 3’30”, 2002

LALA RAŠCIC
“17 stories”, 3’20”, 2002

Il programma presenta i lavori della generazione più giovane dei video artisti croati, i lavori creati tra il 2000 e il 2005. Prosegue la tendenza del boom digitale iniziato verso la fine degli anni novanta, quando il video, grazie all’accessibilità della tecnologia digitale, è diventato popolarissimo tra i giovani.

La scelta è limitata ai lavori di sette artisti che al momento sono molto attivi e produttivi, trattando vari temi attraverso un prisma personale. Una logica instrinseca ci fa notare che si sono formati anche dei sottogruppi con un denominatore comune, per cui possiamo raggruppare i lavori anche in questo modo, secondo una verticale mentale – in quelli autoreferenziali, quelli che si occupano di questioni di identità (posizioni individuali e collettive), della produzione di segni in un contesto sociale, poi di analogie che riflettono strutture urbane legate ai mezzi della comunicazione o della psiche umana. In nessun altro media la relazione tra tecnologia e identità è stata studiata con tanta coerenza e analizzata in un modo critico in tale misura come nel video. L’identità non viene percepita come dato di fatto ma come costruzione, soggetta a cambiamenti e vari influssi, formata dal sesso, dalla storia, dalla società, dall’ambiente, dalla cultura, e altro – elementi che diventano sempre più importanti nel processo della creazione dell’opera d’arte. Le identità diventano una somma di coordinate all’incrocio della diversità.

I lavori scelti per questo programma di 50 minuti appartengono alla categoria del video monocanale, e sono adatti a una proiezione unica, susseguendosi uno dietro l’altro. Importante è l’uso del “loop” che perturba la successione dall’inizio, la parte centrale e la fine, e potenzia l’insicurezza e l’instabilità del mezzo.

Branka Bencic