HEP – Human Emotion Project

A cura di ALISON WILLIAMS – Johannesburg, Sudafrica

Proiezioni presso Velan Centro d’Arte Contemporanea, Torino

Video Dia Loghi 2009
Video Dia Loghi 2011

Artisti – edizione 2009:

SABRINA BASTAI
BASMATI
GLENN CHURCH
LUCA CURCI
JOHN CRISCITELLO
DEBBIE DOUEZ
JOSE DRUMMOND
ALBERTO GUERREIRO
MADS LUNGDAHL
RICHARD JOCHUM
ULF KRISTIANSEN
MASHA YOZEFPOLSKY
ANDERS WEBERG
ADAMO MACRI
BILL MILLETT
L. DOHERTY & J. BEL’AIR
STINA PERSHDOTTER
MARILENA VITA

HEP 2009 è nato da un bisogno voyeuristico di osservare come gli altri artisti esprimessero se stessi a livello emotivo e vederne l’efficacia nel contesto sociale attraverso esibizioni fisiche e interazioni online. Gli artisti hanno potuto lavorare quasi in assenza di controllo e la lista o la ricerca delle emozioni è stata lasciata aperta affinché la esplorassero e la esprimessero liberamente.
Come nel raccontare delle storie – la storia viene narrata e alla fine, rispetto al contesto originale, è diventata in una versione completamente differente – le emozioni sono spesso distorte e mutate dal proprio stato originale “puro” in una versione alterata dal coinvolgimento sociale e da altri fattori. Il progetto HEP è stato un esercizio su molti livelli – non solo per permettere agli artisti di cercare di esprimere le proprie emozioni in un ambiente pubblico, cosa che richiede molto coraggio; ma anche di mostrare come nel nostro stesso gruppo, il tentativo di
esprimere le emozioni tra esseri umani cambi e sia totalmente inaffidabile.

Artisti – edizione 2011:

EKTORAS BINIKOS
GERMÁN BRITCH
LARRY CAVENEY
VIENNE CHAN
GLENN CHURCH
MICHAEL DOUGLAS HAWK
DANNY GERMANSEN
NICLAS HALLBERG & STINA PEHRSDOTTER
ULF KRISTIANSEN
BILL MILLETT
VERENA STENKE PAGNES & ANDREA PAGNES
UMA RAY
ANDERS WEBERG

Human Emotion Project ha selezionato le opere dei suddetti artisti per il loro forte senso di “umanità” e la loro continua ricerca di risposte alla domanda “qual è il nostro posto, come artisti ed individui, in relazione a questo mondo crudele?” Utilizzano l’arte come messaggio vocale e visivo per identificare, personificare, cercare e rendere la gente più consapevole.

La scelta di tali opere parte da una ricerca sulla natura umana e sulla continuità della vita così come noi la conosciamo. Questo viaggio temporale in cui siamo coinvolti ci conduce lontano oppure ci avvicina al nostro IO superiore? Siamo ancora tesi alla sopravvivenza della specie oppure violenza, odio, crudeltà, avidità, corruzione, ignoranza e mancanza di tolleranza verso i nostri simili ci hanno obbligato ad allontanarci da noi stessi?
È imbarazzante essere chiamati “umani” ed è ora di rivalutare la nostra posizione come “specie superiore”? Forse abbiamo tutti lasciato la nostra speranza di crescita, di cambiamento e il senso dell’umorismo che avrebbe reso il viaggio degno di essere vissuto – perché senza la capacità di ridere non avremo raggiunto nulla.
Guardate i vostri antenati, si stanno rivoltando nelle tombe? Con qualche sforzo e un po’ di introspezione possiamo ancora salvare il genere umano. Oppure è troppo tardi?
Alison Williams