Roberta Toscano

“Le Troniste”, 2010, stampa digitale su carta fotografica, 100 x 70 cm

Mostra fotografica presso Velan Centro d’Arte Contemporanea, Torino

Video Dia Loghi 2011

La sedia stava lì, sotto la pioggia insistente di maggio. Scattavo. Attratta dai colori umidi, dalle riviste stropicciate usate come scomodo cuscino tutta concentrata nel cercare di riprodurre sul display quella malinconia, quello squallore tragico. Finché non udii un rumore. Abbassai la reflex per ritrovarmi davanti un viso di bambina triste. “Scusa – dissi – non volevo spaventarti. Sono una fotografa. Era per la sedia…”. Nessun commento, nessuna voce. Risalii sull’auto vergognandomi di me stessa, per aver usato un tu così disinvolto e poco rispettoso.
Pensai subito a un progetto fotografico che attraverso i sedili solitari delle prostitute rendesse evidente il vuoto e la leggerezza colpevole con cui l’odierna società considera la figura della donna. Per le strade della nostra modernità incolta, ineducata al godimento del sesso in quanto espressione di una necessità non solo fisica ma anche ed essenzialmente sentimentale, si aggirano Le troniste, barcollanti su tacchi dozzinali o di Prada muovono i loro corpi come fossero quelli di agghindati burattini, involucri vuoti, senza sogni, né volontà né coscienza sfruttate da un sistema cieco che non tiene conto della felicità delle persone ma solo della loro momentanea e condizionata soddisfazione materiale. E le loro sedie le attendono.